Il voto dopo due ore di dibattito. Cudoni attacca Olbia e la Provincia
Serena Lullia, La Nuova Sardegna,
ARZACHENA. In aula non c’è traccia della bufera dei giorni scorsi tra giunta e minoranza sull’annullamento dell’ultimo consiglio. Le energie sono tutte per l’Stl. Liquidato da un’assemblea semivuota.
La votazione arriva dopo oltre due ore di dibattito. Per tattica o sfinimento, in molti abbandonano l’aula al momento dell’alzata di mano. Sia in maggioranza che in opposizione. Poco conta. Il consiglio stacca la spina all’unanimità al Sistema turistico locale.
In verità l’Stl entra in aula consiliare come un morto che cammina. Già condannato alla pena del boia dalla Provincia, dai comuni di Olbia, Tempio, La Maddalena, Santa Teresa.
«Continueremo a portare avanti la nostra politica di promozione turistica che ci sta dando ragione – dice l’assessore al Turismo, Rino Cudoni -. Votiamo la delibera di scioglimento ma con una precisione. Il blocco dell’Stl è colpa dei due soci di maggioranza, Olbia e Provincia, che per tre anni hanno litigato per le poltrone. Noi con questo documento certifichiamo solo uno stato che è già di morte».
Solleva qualche dubbio il capogruppo di opposizione, Gimmi Giagoni. Ma alla fine anche il suo voto sarà favorevole. «L’Stl non è un giocattolo – dichiara -. La struttura della spa comporta conseguenze in caso di scioglimento anticipato. E dei costi, che si aggiungono alle spese già fatte dal Comune per quota capitale e compartecipazioni. 128 mila euro in tutto».
A sorpresa arriva l’ok allo scioglimento anche dell’assessore Gigi Astore, membro del cda dell’Stl. Assente però in aula al momento della votazione. «Sono d’accordo. Ma il funerale dell’ente lo faccia chi ha voluto fare il becchino. Siamo arrivati a questo punto per un motivo – dice -.La Provincia e Olbia hanno spesso cercato di prendere la guida del territorio e prevaricare tutti. Ora, prevedendo di non riuscire con la spa ad avere il controllo completo della proprietà, scelgono la liquidazione. Gli unici che saranno penalizzati siamo noi».
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