“Arzachena. Dal nostro inviato”, precisa l’articolo apparso il 27 novembre 2010 su un quotidiano locale.
Esso riporta esattamente la stessa “notizia” del giorno precedente, il 26 novembre 2010.
Alessandra Carta più che “inviata” è “ rinviata”!
Con il giornalismo di inchiesta proprio non ce la fa! E’ troppo complicato, bisogna studiare. Meglio la stampa scandalistica.
Alessandra Carta, in acting out da delirio, sfida il Legislatore e supera la scienza economica.
Assimila, infatti, lo sviluppo e l’empowerment ad una ricapitalizzazione (sigh!): “ un nuovo piano di sviluppo che si tradurrebbe in una ricapitalizzazione”.
Afferma che la Provincia di Olbia Tempio nel 2004 ha versato “210mila euro”, ma la Provincia Olbia Tempio nel 2004 non esisteva (sigh!), è operativa solo dal 2005, ed ha acquisito la partecipazione sociale solo nel 2006!!
Afferma che STL Gallura Costa Smeralda SpA “nel 2007(!!) aveva presentato il piano biennale degli investimenti: 2.001.328 euro per valorizzare ambiente e centri storici, e promuovere la filiera turistica Gallura”.
Invece, il Piano di Sviluppo è del 2005. Lo ha predisposto un Istituto specializzato e ha ad oggetto azioni di Marketing turistico strategico, di intervento intersettoriale ed infrastrutturale, di web marketing, di applicazione dell’ innovazione tecnologica Eweb!
Argomenti ignoti ad Alessandra Carta.
Alessandra Carta afferma che “ le ricadute nessuno le ha avvertite”.
Non sa che la ricaduta economica degli interventi si misura con strumenti scientifici, con documenti fiscali, con asset aziendali.
Alessandra Carta, invece, è convinta si “ avvertano”, come i fenomeni paranormali.
Sempre a caso, poi, dà numeri e sbaglia anche l’importo del capitale sociale che non è di 426.932 euro!
In tutto questo caos di aristotelica memoria, Alessandra Carta ha però tre certezze: “I soldi sono spariti, insieme al capitale sociale”, il capitale “ è stato dilapidato”, “dopo sei anni e un patrimonio da due milioni e mezzo dilapidato. Compreso il capitale sociale”.
Ma, in qualità di “inviato” di una testata giornalistica, che inchiesta ha svolto Alessandra Carta?
Ha letto documenti dai quali risultano le sue affermazioni? NO!
Ha raccolto notizie presso la Società? NO!
Ha sentito il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale? NO!
Si è documentata presso il soggetto che ha redatto il Piano, lo ha monitorato e certificato? NO!
Ha raccolto informazioni presso i funzionari della Regione Sardegna che hanno verificato costantemente ogni centesimo speso da STL Gallura Costa Smeralda Spa, certificandone la correttezza e svincolando fondi e polizze fidejussorie?NO!
Ha contattato il Ministero erogatore dei fondi ?NO!
Ma, allora che giornalismo pratica, con molta disinvoltura, Alessandra Carta?
Non vi è dubbio: lo stesso posto alla base del suo memorabile falso giornalistico del 13 marzo 2006!
Il 13 marzo 2006, infatti, Alessandra Carta scriveva il suo primo articolo su STL Gallura Costa Smeralda SpA. In esso veniva narrato, come realmente accaduto, l’immaginario di Alessandra Carta.
Alessandra Carta ritenne di poter superare anche il disposto normativo e comunicò, occupando mezza pagina di un quotidiano locale, che i fondi destinati, dalla legge, ai Sistemi Turistici Locali erano stati assegnati ad una associazione privata ( gulp!), che risultava vincitrice “ Tra i due litiganti Provincia di Olbia Tempio e STL Gallura CostaSmeralda SpA, vince …..”! Tale riconoscimento e relativa assegnazione di fondi pubblici, sarebbe avvenuto ad opera di non meglio identificati “funzionari” di un Istituto di ricerca di Roma!
Un autentico falso giornalistico!
Alessandra Carta si risvegliò solo qualche giorno dopo, quando il vero redattore del progetto STL Gallura Costa Smeralda SpA contattò la testata, contestando la totale falsità dell’articolo.
Alessandra Carta fece davvero una brutta figura: quattro colonne piene di menzogne.
Il peggio che possa capitare ad un giornalista.
Alessandra Carta chiese, sommessamente, scusa.
Era legittimo pensare che Alessandra Carta, desiderosa di occuparsi nuovamente del tema, avesse, se non studiato, almeno imparato a documentarsi con rigore.
Niente! Non le riesce proprio di narrare i fatti reali.
Il problema, però, è che quando si fa informazione si devono narrare i fatti veri. Non mistificare.
Per un dovere etico, sconosciuto ad Alessandra Carta ma, anche, per una necessità molto più concreta. Infatti, Alessandra Carta dovrebbe sapere che far “ sparire i soldi insieme al capitale”, “ dilapidare il capitale sociale”, “dopo sei anni e un patrimonio da due milioni e mezzo dilapidato. Compreso il capitale sociale”, sono reati.
Ma i fondi di STL Gallura Costa Smeralda SpA non sono spariti; il capitale non è stato dilapidato; non è stata richiesta alcuna ricapitalizzazione; non è una soggetto “mangiasoldi”. Tutt’altro.
La correttezza, l’efficienza, l’efficacia e l’etica della gestione STL Gallura Costa Smeralda SpA, è stata sottoposta al vaglio e certificata da soggetti ben più qualificati di Alessandra Carta e della solita “ cricca”.
Potrà, invece, Alessandra Carta sostenere le sue affermazioni, puntualmente smentite dai documenti, dagli atti, dai fatti?
Avrà l’opportunità di farlo nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria, quella vera già in pieno svolgimento, nella quale potrà dare conto delle sue affermazioni.
Nella stessa occasione, avrà, altresì, modo di mettere a disposizione delle autorità, quelle vere, tutti gli elementi che le hanno consentito di affermare, a mezzo stampa, che una soggetto pubblico ha fatto “sparire soldi”, “ha dilapidato il capitale” e cosi via.
Nel frattempo, si dia pace e si dedichi ad esercitare la sua professione con dignità.
Così come quando preannuncia la “ condanna a morte” di STL Gallura Costa Smeralda Spa e descrive le delibere di assenso alla liquidazione come atto finale: “l’ultima sciabolata alla spa”.
Alessandra Carta non sa che per “decretare lo scioglimento di una società” il procedimento è molto complesso, lungo e irto di difficoltà.
Perché la decisione di “sciogliere” una società pubblica che produce reddito vero e che ha raggiunto tutti gli obiettivi previsti da una norma di legge, comporta implicazioni giuridiche e responsabilità contabili e penali molto complesse per chi ha adottato l’atto.
L’agognata delibera non decreta la fine, ma solo l’inizio del procedimento.
Alessandra Carta con il suo giornalismo da “ nomination del Grande Fratello” non è certo in grado di prevedere la durata, lo svolgimento, le implicazioni di quel procedimento.
L’informazione è una cosa seria. Il giornalismo praticato da Alessandra Carta è in grado di preannunciare il “ colpo di grazia” solo di se stesso.
Il “cagliaritano” Francesco Cocco Ortu, fondatore della Testata giornalistica, avrebbe gradito più competenza, più serietà, più etica.
Di certo, non avrebbe dato spazio, alla sciatteria degli articoli di Alessandra Carta.
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Quanto ho riso mentre leggevo, un riso amaro però pensando che, talvolta, dietro l’informazione c’è l’esatto opposto: la disinformazione!