ARZACHENA. Martedì sarà il Consiglio a dare la spallata finale al Sistema turistico locale
Ancora tre giorni di attesa. Poi sarà superata la soglia del 66,66 per cento, necessaria a liquidare la società. Allineati i primi quattro azionisti.
Alessandra Carta, L’Unione Sarda, 27/11/10
ARZACHENA Sarà il colpo di grazia. O la spallata finale, che dir si voglia. Di certo, da Budoni a Santa Teresa, tutti gli occhi sono puntati sul Consiglio di martedì. Perché maggioranza e opposizione devono decidere sulla liquidazione della Gallura-Costa Smeralda, ovvero la spa del sistema turistico locale (Stl).
Un voto che non resterà nei confini di Arzachena. Tutt’altro. Perché le quote detenute dal Comune sono quelle che mancano per decretare lo scioglimento della società. Vuol dire che l’Stl passa a miglior vita, dopo sei anni e un patrimonio da due milioni e mezzo dilapidato. Compreso il capitale sociale da 426.932 euro.
IL VOTO. Dunque tocca al Consiglio tirare l’ultima sciabolata alla spa. Ad Arzachena lo faranno martedì. E il conto è presto fatto. Intanto: per statuto, nella Gallura-Costa Smeralda la liquidazione si decide raccogliendo il 66,66 per cento di quote. Tre azionisti di peso hanno già acceso luce verde al de profundis.
A cominciare dalla Provincia che ha un capitale del 28,08 per cento, pari a 210mila euro. Un identico verdetto è arrivato da Olbia, secondo socio col 26,74 per cento (200mila euro). Idem per Santa Teresa: 5,06 per cento (37.875 euro).
Quindi, manca solo Arzachena, terzo azionista col 10,87 (81.318 euro). Mettendo insieme il quartetto si arriva al 70,75 per cento di quote. Ovvero, è ampiamente agganciato il tetto del 66,66 per cento, necessario a sciogliere la spa. Che poi: va contato pure Padru (0,67 per cento di capitale), Municipio ugualmente allineato contro il no alla ricapitalizzazione.
Tradotto: è stoppato definitivamente un nuovo piano di sviluppo che manterrebbe in vita la società.
LE REAZIONI. A questo punto, mancano solo i passaggi formali. Intanto, va convocata l’assemblea dei 28 soci per mettere nero su bianco la liquidazione.
Il sindaco Piero Filigheddu non fa giri di parole: «Il nostro Comune segue la volontà espressa dal primo e dal secondo azionista. La mia speranza è che si continui a lavorare su una programmazione turistica concertata, magari con una società snella e semplice. Soprattutto nell’interesse delle realtà più piccole. E mi riferisco all’entroterra gallurese che non può restare fuori dai circuiti delle vacanze».
Stefano Pisciottu, primo cittadino di Santa Teresa, lancia un monito: «Il modello Stl non va perduto. Ma bisognerà cambiare i criteri. Provincia e Comuni grandi non possono farla da padrone. Il territorio andrà rappresentato in maniera paritaria».
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