SISTEMA TURISTICO. Dopo la giunta Sanciu si accoda l’esecutivo di Giovannelli
Alessandra Carta, L’Unione Sarda, 26/11/10
Sono le battute finali, per la Gallura-Costa Smeralda. Ovvero, la spa del Sistema turistico locale, ormai a un passo dallo scioglimento. Perché dopo la giunta Sanciu, anche quella Giovannelli vuole la liquidazione dell’Stl. E siccome le quote di Provincia e Comune valgono il 54,82 per cento del pacchetto azionario, la società si avvicina sempre di più al de profundis . Si decreta col 66,66 per cento di capitale.
In Municipio l’hanno firmato il 19 novembre, il benservito alla spa, due giorni dopo l’ente di Olbia-Tempio. Eccola la delibera 267 che mette a bilancio 104.297 euro. Cioè i soldi necessari al Comune per ritirare le quote decretando così lo scioglimento della società. A conti fatti una beffa con salasso.
Nel palazzo di corso Umberto, sono i secondi azionisti, con 26,74 per cento, pari a 200mila euro di capitale.
La Provincia, invece, è il primo socio col 28,08 per cento e 210mila euro versati nel 2004. Sommando le quote dei due enti si arriva al 54,82 per cento.
Bisogna aggiungere lo 0,67 per cento detenuto dal Comune di Padru che, ugualmente, ha acceso luce verde alla liquidazione. Vuol dire che mancano 11,17 punti di azioni per agganciare l’obiettivo.
L’alternativa sarebbe continuare l’avventura Stl con un nuovo piano di sviluppo che si tradurrebbe in una ricapitalizzazione.
A questo punto si attende il verdetto degli altri 26 soci. Su tutti Arzachena e Santa Teresa, rispettivamente al 10,87 e 5,06 per cento. I due Comuni potrebbero fare asse e sbarrare la strada all’accelerata di via Nanni e corso Umberto.
Di certo, la società ha speso in quattro anni due milioni e mezzo. Nel 2007, il direttore Tommaso Giagoni – cagliaritano quota Riformatori – aveva presentato il piano biennale degli investimenti: 2.001.328 euro per valorizzare ambiente e centri storici, e promuovere la filiera turistica Gallura.
I soldi sono spariti, insieme al capitale sociale da 426.932 euro. Ma le ricadute nessuno le ha avvertite. Di qui la decisione di liquidare l’Stl mangiasoldi. Il cammino sembra a un punto di non ritorno.
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